Tutti gli articoli di Padre Giuseppe Calderone

NEWS VIDEO: Conferenza di approfondimento sulla figura di Padre Pino Puglisi. “Puglisi uomo spirituale” Relatore don Mario Torcivia. 4 maggio 2016 – presso Chiesa Madre di Caccamo (PA). Vai al video.

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UN MESE CON 3P: Conferenza di approfondimento sulla figura di Padre Pino Puglisi

“Puglisi uomo spirituale”

Relatore don Mario Torcivia.

4 maggio 2016 – presso Chiesa Madre di Caccamo (PA).

LA PROSSIMA CONFERENZA SI TERRA‘ MERCOLEDI’ 11 MAGGIO ALLE ORE 20,30: Il contesto sociale ed ecclesiale del martirio di don Pino Puglisi- Relatore don Massimo Naro. (presso Chiesa Madre di Caccamo)

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qui sotto puoi leggere il programma con i prossimi appuntamenti 

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NEWS VIDEO: Conferenza di DON FORTUNATO DI NOTO (Associazione Meter) sulla dipendenza da internet e il buon uso del web dal titolo: IN RIGA SU INTERNET – PER NON CADERE NELLA “RETE” – 4 Marzo 2016 – presso la Chiesa Madre di Caccamo. Clicca qui e vai al video

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Video-Conferenza di DON FORTUNATO DI NOTO (Associazione Meter)

sulla dipendenza da internet e il buon uso del web dal titolo:

IN RIGA SU INTERNET – PER NON CADERE NELLA “RETE”.

4 Marzo 2016 alle ore 19.00 presso la Chiesa Madre di Caccamo (PA)

Se vuoi vedere il video a schermo intero clicca sul seguente link: Video-conferenza di Don Fortunato Di Noto. IN RIGA SU INTERNET. PER NON CADERE NELLA RETE. Presso Chiesa Madre di Caccamo 4 marz from San Giorgio Caccamo on Vimeo.

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NEWS VIDEO: Convegno di studi contro il gioco d’ azzardo patologico: NON GIOCHIAMOCI IL FUTURO. Intervento dei Dr Paolo Canova, matematico e Dr Diego Rizzuto, fisico: Più giochi, più perdi, l’ imbroglio svelato dalla matematica. VIDEO SESSIONE MATTUTINA E POMERIDIANA.

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Video del Convegno di studi NON GIOCHIAMOCI IL FUTURO.

I’ intervento dei Dr Paolo Canova, matematico e Dr Diego Rizzuto, fisico

Più giochi, più perdi, l’ imbroglio svelato dalla matematica.

Presso Chiesa Madre San Giorgio martire – Caccamo (PA)

17 febbraio 2016

VIDEO SESSIONE MATTUTINA

VIDEO SESSIONE POMERIDIANA

 

BROCHURE CONVEGNO 17 FEBBRAIO pag 2 SI (2)

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NEWS VIDEO: Convegno di studi contro il gioco d’ azzardo patologico: NON GIOCHIAMOCI IL FUTURO.Intervento del prof. Maurizio Fiasco – Il gioco d’azzardo patologico, chi lo conosce lo evita. SESSIONE MATTUTINA E POMERIDIANA

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Video del Convegno di studi NON GIOCHIAMOCI IL FUTURO.

L’ intervento del prof. Maurizio Fiasco 

Il gioco d’azzardo patologico, chi lo conosce lo evita

17 febbraio 2016 – Presso la Chiesa Madre San Giorgio martire – Caccamo (PA)

VIDEO DELLA SESSIONE MATTUTINA

VIDEO DELLA SESSIONE POMERIDIANA

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BROCHURE CONVEGNO 17 FEBBRAIO pag 2 SI

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NEWS VIDEO: “FESTA DEGLI INNAMORATI DI DIO” 14 febbraio 2016. CLICCA QUI E VAI AL VIDEO

Dio è amore

“Festa degli Innamorati di Dio”

14 febbraio 2016-

presso Oratorio SS. Sacramento (Caccamo)

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NEWS VIDEO: Flash mob Giovani “no-slot” contro il gioco d’ azzardo patologico … E SE NON FOSSE UN SOGNO… 22/01/2016. Clicca qui e vai al video.

Parrocchia San Giorgio martire –

22 gennaio 2016-

presso Piazza Duomo -Caccamo (PA)

Video Flash mob Giovani “no-slot” contro il gioco d’ azzardo patologico

… E SE NON FOSSE UN SOGNO… 

QUI SOTTO IL VIDEO DEL FLASH MOB

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NEWS VIDEO: 2° catechesi -Alla scuola della Misericordia per tutti- con Don Calogero Cerami. 28 gennaio 2016. CLICCA QUI E VAI AL VIDEO

Video 2° catechesi -Alla scuola della Misericordia per tutti-

con Don Calogero Cerami.

28 gennaio 2016

Presso Chiesa Madre San Giorgio martire – Caccamo (PA)

La prossima catechesi si svolgerà GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO 2016 alle ore 19.00 presso la Chiesa Madre di Caccamo.

QUI SOTTO IL VIDEO DELLA 2° CATECHESI…

Clicca sul seguente link per vedere il video a schermo intero: Video 2° catechesi -Alla scuola della Misericordia- con Don Calogero Cerami. 28 gennaio 2016

Clicca sul seguente link se vuoi rivedere il video della 1° catechesihttps://vimeo.com/149371387

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NEWS VIDEO: Guarda il video della presentazione del libro “Rosario Livatino, l’uomo, il giudice, il credente” di Roberto Mistretta – 15/01/2016.

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Presentazione del libro “Rosario Livatino, l’uomo, il giudice, il credente” di Roberto Mistretta

 15/01/2016

Presso Biblioteca Parrocchiale Padre Pino Puglisi (Oratorio SS. Sacramento) – Caccamo

 Presentazione del libro “Rosario Livatino, l’uomo, il giudice, il credente” di Roberto Mistretta – 15/01/2016

from San Giorgio Caccamo on Vimeo.

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: 6 gennaio 2016 – La Parrocchia “San Giorgio Martire” organizza il pranzo dell’Epifania. Leggi l’ articolo…

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6 gennaio 2016

La Parrocchia “San Giorgio Martire” organizza

il pranzo dell’Epifania

 Anche quest’anno, l’arciprete Don Giuseppe Calderone e la comunità parrocchiale “San Giorgio Martire” hanno organizzato per le famiglie bisognose e le persone sole il “pranzo dell’Epifania”.

 Più di ottanta gli ospiti e fra questi una trentina di extracomunitari della Cooperativa Sociale, accompagnati dal sig. Domenico Sgarlata; è stato  questo un  segno di comunione in quanto questi giovani sono di religione musulmana.

Prima del pranzo, dopo aver recitato il Padre Nostro e accolto la benedizione, un giovane extracomunitario ha recitato  una preghiera in arabo.

Il pranzo è stato animato da un momento musicale reso possibile grazie alla partecipazione del nostro cantautore caccamese “Andrea Di Gesù e la sua band”.

Durante il pranzo è stata realizzata questa piccola ma significativa intervista che vi proponiamo di seguito:

 Don Giuseppe Calderone, nel giorno dell’Epifania del Signore, la nostra comunità “S. Giorgio Martire” accoglie questi ospiti: famiglie bisognose, persone sole ed extracomunitari. Cosa vuol dire per ciascun cristiano accogliere l’altro?

Padre Giuseppe Calderone: <<Accogliere l’altro è accogliere Gesù stesso, e accogliere Gesù è accogliere l’ altro, chiunque esso sia. Davanti a Dio siamo tutti uguali, il Signore non fa preferenze di persone, il suo amore è per tutti e raggiunge tutti; ecco perché anche noi, ciascun battezzato, ciascun cristiano deve vivere la carità. San Paolo nella prima lettera ai Corinzi (1Cor 13,13) ci ricorda: “Ora dunque, rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità.” Che nessuno ci tolga la gioia di avere donato con carità  e partecipato a questo momento, che è una festa, perché Gesù è in mezzo a noi e dunque teniamo bene in mente e nel cuore  le sue parole: “ Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi fratelli più piccoli, l’ avete fatto a me” (Mt 25,40)”>>.

 Carissime Maria e Giovanna voi siete qui a questo pranzo dell’Epifania per servire.  Qual è il motivo o i motivi che vi hanno spinto ad aiutare attivamente a questo pranzo?

Maria: << Sono qui per aiutare perché il Signore per primo mi ha aiutata, come ha guarito la suocera di Pietro dalla febbre e lei subito si è alzata e si è messa a servire. Questo passo del Vangelo mi ha colpito e quindi anche io guarita dal Signore voglio servire >>.

Giovanna: << Il motivo per cui sono qui è l’amore per i fratelli, per le persone che hanno bisogno e non intendo solo a livello materiale, ma anche morale e spirituale>>.

 Il Vangelo di oggi dice che i Magi al vedere la stella che li aveva guidati sul luogo dove era nato Gesù provarono una gioia grandissima.  Secondo la tua personale esperienza cosa è la gioia?

Maria: << La gioia per me è scoprire di essere figlia di Dio, e di essere amata da Lui ogni giorno>>.

Giovanna: << Per me la gioia è sentirsi amati senza aspettare niente in cambio>>.

 Carissimi Masri e Rosalba voi siete ospiti a questo pranzo. Siete felici di essere stati inviti? Perché?

Masri: <<Sì, sono molto contento e anche i miei amici sono contenti, perché è bello per noi stare insieme a voi. Grazie che ci avete invitato>>.

Rosalba: << Io, oggi, sono molto contenta perché abbiamo avuto la possibilità di stare anche con persone di un’altra religione, di un’altra razza  e sono persone che soffrono e sono umili, come noi>>.

Rosalba a chi vuoi dire “grazie”?

Rosalba: << A Dio, perché ci ha donato di trascorrere questa giornata tutti insieme >>.

 

Autore dell’ articolo: La comunità parrocchiale “San Giorgio martire”

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NEWS GENNAIO 2016: Auguri e Buon 2016…. Benvenuto 2016 ….da oggi con un nuovo strumento di servizio… la nostra App che potete scaricare gratuitamente sul vostro dispositivo mobile per ricevere le news delle attività del cammino della nostra Parrocchia.

Auguri e Buon 2016….
Benvenuto 2016 ….da oggi con un nuovo strumento di servizio…
la nostra App “San Giorgio Caccamo News”

che potete scaricare gratuitamente sul vostro dispositivo mobile (cellulare o tablet) per ricevere le news delle attività del cammino della nostra Parrocchia.
Buon Anno a tutti con tutto il cuore.

Aiutaci a diffondere e condividere l’iniziativa. grazie

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: La diocesi di Palermo accoglie il nuovo Vescovo S.E.R. MONS. CORRADO LOREFICE. 5 dicembre 2015

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LA DIOCESI DI PALERMO ACCOGLIE IL NUOVO VESCOVO S.E.R.  MONS. CORRADO LOREFICE

E’ il 5 dicembre 2015, la Cattedrale di Palermo è gremita di fedeli e tantissimi rimangono fuori, tutti in attesa di partecipare all’ordinazione Episcopale e inizio del Ministero Pastorale di S.E.R Mons. Corrado Lorefice.

E’ viva nei volti di tutti una grande emozione. Alle 17,20 ha inizio la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Card. Paolo Romeo che durante l’omelia esprime gratitudine a Papa Francesco e rivolto a Don Corrado dice: <<Il Signore ti chiama ad essere profeta… annunciatore che ancora Dio fa grazia nel deserto dei nostri giorni,  ti chiama ad essere punto di riferimento per tutti gli uomini di buona volontà>>, sottolinea poi  che il suo ministero sarà certamente accompagnato dall’intercessione del Beato P. Pino Puglisi <<figlio di questa Chiesa e pastore secondo il cuore di Dio>>. Ed infine usa queste parole::<< Caro Don Corrado da tempo questa Chiesa prega per te. Da oggi continua a farlo affidandoti all’intercessione della Beata Vergine Maria Immacolata. Sii pastore forte e coraggioso, e come Lei ogni giorno rinnova il tuo “Eccomi”>>.

Al termine Don Corrado si prostra a  terra in segno di profonda umiltà e con il canto delle litanie si implora l’intercessione della Madre di Dio,  degli angeli e di tutti i Santi. Segue l’imposizione delle mani prima da parte del Vescovo consacrante e dopo di lui tutti i Vescovi  impongono le mani sul candidato: è questo il gesto con il quale gli apostoli imploravano il dono dello Spirito Santo che guida e governa la Chiesa su coloro che erano stati eletti come loro collaboratori e successori.

Dopo la preghiera consacratoria, durante la quale due diaconi tengono sul capo dell’eletto il libro dei Vangeli, alla cui Parola egli dovrà sempre obbedire, vengono compiuti alcuni riti esplicativi:

l’unzione del capo, la consegna del Vangelo, la consegna dell’anello (donato dalla Diocesi di Palermo), l’ imposizione della mitra, la consegna del pastorale (dono del Card. Romeo) e quindi l’ insediamento. Il Vescovo consacrante gli cede la Cattedra segno del suo ministero di capo visibile e maestro della Chiesa locale. Sono le 18.40,  l’assemblea gioiosa partecipa con un lungo e caloroso applauso e il nuovo Vescovo  non nasconde la sua viva emozione per un dono così grande ricevuto dal Signore. Riceve l’ abbraccio da parte di tutti i Vescovi come segno di accoglienza del Collegio Episcopale e la Celebrazione Eucaristica continua presieduta da S.E.R. Mons. Corrado Lorefice. Prima della benedizione solenne il Vescovo  passa in mezzo all’ assemblea per benedire i fedeli, mentre il coro intona il “Te Deum”.

Poi rivolto al popolo pronuncia il  suo discorso e queste sono  alcune delle sue parole: <<Voglio dunque con voi ascoltare il Vangelo, ricordarvi la sua bellezza e il suo dinamismo (è questa l’unica cattedra che concepisco), e al contempo desidero ardentemente, in tutto il mio ministero, ascoltarvi: con passione, con dedizione quotidiana. L’ascolto autentico del Vangelo e l’ascolto degli altri nella verità sono due azioni intimamente connesse. Voglio ascoltare voi, sorelle e fratelli diletti, voglio ascoltare voi, presbiteri della mia Chiesa, sin d’ora da me molto amati. […]. Ascoltare il Vangelo, ascoltare l’altro, aver cura, amare, far crescere; volere il bene di chi ti è affidato, accompagnandolo su ogni strada, condividendo la vita con lui senza risparmio e senza giudizio: questo mi pare in fondo il compito affidato al vescovo. Vivere radicalmente cioè la missione del Figlio dell’uomo, «che è venuto per servire e non per essere servito» (Mc 10, 45). «Exemplum dedi vobis», «Vi ho dato infatti l’esempio» (Gv 15, 13). Gesù lo ha fatto confondendosi con noi, con la nostra storia, sino alla fine […]. È con questi sentimenti che inizio il mio ministero in mezzo a voi. Avviamoci insieme, fiduciosi e pieni di speranza, sui passi che la Parola di Dio ci indica sin da stasera.[…].  Su questa via andremo fianco a fianco, io per voi, ma soprattutto voi per me, in quella reciprocità amorevole che si addice agli sposi. «Grande è il Signore che vuole la pace dei suoi servi» (Sal 34, 28). Per questo beneditemi dal profondo del cuore e pregate per me>>.

Al termine S.E.R. Corrado Lorefice impartisce la benedizione solenne.

Quanta gioia ed emozione fra tutti i fedeli, applausi e lacrime hanno accompagnato tutta la Celebrazione Eucaristica, tra tutti è palpabile un sentito “grazie” al Signore per il nuovo Vescovo Corrado.

La comunità parrocchiale “San Giorgio Martire”

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: Intervista a Michele Paulicelli autore e interprete di “Forza Venite Gente”, ospite della Comunità Parrocchiale San Giorgio Martire a Caccamo (PA). Michele Paulicelli ha guidato uno stage di dinamica teatrale, nei giorni 27-28-29 novembre 2015.

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Intervista a Michele Paulicelli autore e interprete di “Forza Venite Gente”, ospite della Comunità Parrocchiale San Giorgio Martire a Caccamo (PA).

Michele Paulicelli ha guidato uno stage di dinamica teatrale, nei giorni 27-28-29 novembre 2015, presso la Comunità Parrocchiale “S. Giorgio Martire”.

A conclusione dello stage, attori e cantanti, guidati magistralmente dal regista, hanno messo in scena, domenica 29 novembre in Chiesa Madre,  quasi per intero il  musical “Forza Venite Gente”. Lo Spettacolo è stato assolutamente splendido ed ha donato momenti di riflessione, di commozione e di grande gioia. Il musical propone

la vita di S. Francesco e dal 1981 ha avuto più di 2800 repliche in Italia e all’Estero.

Durante lo stage Paulicelli si è lasciato intervistare e lo ringraziamo di cuore per la sua pronta disponiblità.

 

Michele Paulicelli: musicista, autore, cantante, attore. Lei cosa può dire di se stesso? Chi è Michele Paulicelli?

– E’ difficile parlare di se stessi, è praticamente impossibile. Cerco di essere me stesso, nella mia semplicità, come i miei genitori mi hanno tirato su. Non mi sono mai sentito un virtuoso in nessun campo, in nessuna situazione. Sono un timido per natura. E’ proprio la timidezza che mi ha portato sul palcoscenico e nella musica. Si basa tutto sulla timidezza. Con questo piccolo difetto, per superarlo, ho avuto bisogno di qualcosa, diciamo, di artistico per esprimermi, avevo bisogno di poter comunicare. Il timido non riesce ad esprimersi perché è sopraffatto dall’ansia, ma comunque l’arte che può essere musica, poesia, pittura, riesce a crearti un posto, riconosciuto anche dagli altri. Quindi questo dono-difetto dipende dal punto di vista e mi ha dato la possibilità di trovare dei canoni di espressione che sono divenuti miei.

Quali sono le tappe più importanti della sua esperienza artistica?

–          Non so se definirle tappe, perché le considero una sorta di evoluzione. Ho cominciato inventando, costruendomi una chitarra, da solo, in campagna con un pezzo di legno e del fil di ferro. Una improbabile chitarra la definirei. Ma comunque lo considero un inizio. Amavo molto ascoltare le canzoni e cercare gli autori di questi meravigliosi testi e allora mi chiedevo: “come fanno a realizzarli?”. Io mi sentivo così lontano e impreparato. Spinto e motivato dall’improvvisare, dal mio progetto, ho iniziato a crescere pian piano. Ho anche frequentato la scuola di musica, di canto, recitazione, anche se molto poco in quanto la mia condizione economica e sociale non me lo permetteva. Per questo mi definisco un autodidatta. È stata la voglia di fare qualcosa di bello che mi ha fatto andare avanti. Non nego che la scuola è importante ma in un certo qual modo ti condiziona, ti inquadra, ti limita e per questo ho preferito fare da me anche se a volte ne sento la mancanza. Quindi sono orgoglioso di ciò che ho fatto e di ciò che sono anche se mi sarebbe piaciuto divenire un direttore d’orchestra, colui che sa tutto dell’armonia.

Secondo lei qual è il motivo di questo, ancora, attuale successo di “Forza Venite Gente”?

–          Non so, è stato San Francesco a darmi l’ispirazione. Poi ho anche trovato dei collaboratori fantastici, anch’essi coinvolti non solo dal mio semplice ed umile progetto ma anche da Francesco stesso. Tra l’altro non c’era niente, non c’erano soldi. E poi io avevo iniziato con un altro genere del tutto opposto, facendo parte del gruppo “Pandemonium”, quindi tutto merito di San Francesco e di tutti i miei collaboratori

Nel musical c’è una canzone a cui si sente particolarmente legato?

–          Si, Sorella Provvidenza. Nata prima in dialetto pugliese, parla di una vecchietta che si recava al mercato quando stava per chiudere. Le regalavano tutto ciò che rimaneva perché viveva in estrema povertà. Era una signora realmente esistita, e mi ha fatto molto tenerezza perché anche se viveva in condizioni di misera, aveva una capacità di amare immensa: teneva la foto di suo marito morto e del figlio lontano sul comodino. E quindi per questa sua capacità di amare con umiltà mi ha profondamente colpito e segnato. Poi è diventata Sorella Provvidenza, aggiustando anche il testo ma il concetto è rimasto invariato. È stata fra le prime del musical.

Ci sono dei momenti nella vita in cui ci sentiamo il bisogno di dire grazie a qualcuno. Lei, oggi, a chi vorrebbe dire <<Grazie!>>?

–          A San Francesco.

Ci può consegnare una parola di speranza per i giovani?

–          La speranza alla fine siamo noi stessi, come viviamo, l’interesse per la vita, l’amore per la vita e per le persone che ci circondano. Amare senza chiedere in cambio niente. Amare e basta, perché l’amore è questo. Non c’è un ritorno. Il ritorno lo dà solo Dio attraverso altri segni, quello che è il nostro benessere interiore e di produrre amore da dare agli altri.

Autori dell’ articolo:  Rosanna Carrubba e Rosaria Concialdi

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: La Beata Chiara Luce Badano raccontata dai suoi genitori “Ho ancora il cuore, posso sempre amare”. 24 Ottobre 2015

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La Beata Chiara Luce Badano raccontata dai suoi genitori: “Ho ancora il cuore, posso sempre amare”.

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Profondo ed emblematico il significato di questa frase, pronunciata da Chiara Badano, la ragazza ammalatasi di osteosarcoma e morta a soli 19 anni. Resa venerabile da Papa Benedetto XVI, nel 2008, e beatificata, nel 2010, da Monsignor Angelo Amato, Chiara è oggi un esempio rilevante per tutti, anche per i giovani, accorsi numerosi alla conferenza tenutasi sabato 24 Ottobre 2015 presso la Chiesa San Giorgio Martire a Caccamo. A riportare la commovente testimonianza sono stati i genitori, Ruggero e Maria Teresa e la migliore amica Chicca Coriasco, assieme al fratello Franz. In Chiara è stata delineata una figura docile, solare, servizievole verso tutti e con il sorriso sempre sulle labbra, anche quando le circostanze erano avverse. In seguito ad un dolore sempre più lancinante alla spalla, venne ricoverata in ospedale e le fu diagnosticato un osteosarcoma con metastasi. Anche in questa occasione seppe dire il suo “si” al Signore. Testimonia il fratello di Chicca come la malattia sia stata affrontata con serenità e fede e come l’atmosfera che si respirava in casa Badano fosse gioiosa. Appunto non si provava pietà per lei ma invidia per la sua felicità. Era davvero una ragazza speciale, non solo per i suoi cari, ma anche per tutti coloro che in lei vedono un modello da seguire ed emulare. Chiara insegna che non esistono persone e/o situazioni più o meno importanti di altre, che quello che importa non è come si appare ma ciò che realmente si è. Lo scopo di ogni nostra azione dovrebbe essere quello di fare bene la volontà di Dio, rispettando se stessi e gli altri. Chiara fu un raggio di sole, una luce profonda: è per questo che Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, di cui faceva parte, la denominò Chiara Luce. Anche i genitori accettarono con fede la difficile malattia, sicuri che Chiara sarebbe andata in Cielo. La madre con dolcezza riporta che quando la figlia aveva perso la mobilità delle gambe, le disse che se Gesù gliele aveva tolte, certamente le avrebbe donato le ali. Cosciente della propria situazione, Chiara organizzò il suo funerale: provò dei canti con Chicca, che registrarono con un piccolo registratore, e si fece confezionare un “abito da sposa”, proprio per raggiungere il suo sposo, Gesù. Chiara lasciò prematuramente la vita terrena con la sua valigia piena di atti d’amore ed avendo sempre accanto i suoi cari, in particolare la madre che le lasciò la mano, solo quando gliela prese la Madonna.

Autori dell’ articolo: Rosaria Concialdi e Rosanna Carrubba

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: “Parliamo di Gender” con l’ Avvocato Gianfranco Amato, presidente Ass. Giuristi per la Vita. 17 Ottobre 2015

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“Parliamo di Gender”

 17 Ottobre 2015

Il 17 Ottobre 2015 alle ore 20:30 presso la Chiesa Madre San Giorgio Martire di Caccamo, si è tenuto l’importante ed interessante incontro “Parliamo di Gender” a cura dell’Avv. Gianfranco Amato, presidente Ass. Giuristi per la Vita. La Chiesa era gremita di genitori, insegnanti, giovani, sacerdoti, che lo hanno ascoltato, per più di due ore,  in religioso silenzio. Presente anche il D.S. dell’Istituto Comprensivo “Barbera”, Dott. Vincenzo Maggio.

L’arciprete don Giuseppe Calderone ha dato l’avvio invitando a vivere il momento cercando di uscire da ogni forma di pregiudizio per accogliere questo tema attualissimo; ha sottolineato che per qualcuno l’ideologia Gender non esiste ma per altri, invece, si.

L’avvocato Gianfranco Amato si è limitato a mostrare dei fatti, l’obiettivo è stato quello di fare informazione. Ha voluto precisare che la società tende a confondere l’ideologia Gender con l’educazione sessuale, con la parità del genere tra uomo e donna, con l’omosessualità, ma non è nessuna di queste tre cose.

Ha definito la teoria Gender come un concetto devastante ma semplice: <<E’ l’idea per cui uno è maschio o femmina, uomo o donna, non in base a come è strutturato biologicamente o anatomicamente ma in base a quello che sente di essere al momento>>. Ha argomentato abbondantemente tale teoria attraverso quattro canali, mediante i quali sta dilagando: canale normativo, canale giudiziario, canale culturale, canale educativo.

L’incontro tenuto dall’avvocato è stato intercalato dalle parole di Papa Francesco che è intervenuto decine di volte su questo tema della teoria Gender paragonandola ad una “bomba atomica”, con la sola differenza che la bomba uccide i corpi, mentre il Gender uccide l’anima e la mente.

Il Papa dice: <<La teoria del Gender è uno sbaglio della mente umana che crea tanta confusione>>, <<I nostri ragazzi, ragazzini, che cominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia; si deve agire contro questo […] e per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale>>.

La conclusione è consegnata attraverso le parole di Giorgio Gaber: <<Secondo me la donna e l’uomo sono destinati a rimanere assolutamente differenti. E contrariamente a molti io credo che sia necessario mantenerle, se non addirittura esaltarle, queste differenze. Perché proprio da questo incontro scontro tra un uomo e una donna che si muove l’universo intero. All’universo non gliene importa niente dei popoli, delle nazioni. L’universo sa soltanto che senza due corpi differenti e due pensieri differenti, non c’è futuro>>.

Autori dell’ articolo: Martina Sampognaro e Lucilla Sampognaro

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: l’ Istituto Comprensivo “ Barbera” inaugura il nuovo anno scolastico. 6 Ottobre 2015

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Chiesa Madre: l’ Istituto Comprensivo “ Barbera” inaugura il nuovo  anno scolastico

L’ I.C. “Barbera” di Caccamo, martedì 6 Ottobre 2015, ha partecipato alla S. Messa di inaugurazione del nuovo anno scolastico nella Chiesa Madre “S Giorgio Martire”.

Ha presieduto la Celebrazione Eucaristica l’arciprete Don Giuseppe Calderone che con grande gioia ha accolto la Comunità Scolastica; presente oltre al Dirigente Scolastico Dott. Vincenzo Maggio, la Preside uscente Dott.ssa Patrizia Graziano e il Sindaco di Caccamo Dott. Andrea Galbo. Il neo D.S. ha donato, prima dell’inizio della Celebrazione, un segnalibro a tutta la Comunità Scolastica con la frase di F. Frobel: “L’ educazione non è altro che amore ed esempio”. Tutti i bambini della Scuola Primaria e i ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado hanno partecipato con attenzione e in un clima di silenzio e ascolto alla S. Messa, hanno cantato, portato i doni all’offertorio e in tanti hanno fatto i ministranti. Prima della benedizione e congedo, la Preside Graziano ha espresso i suoi ringraziamenti più sinceri verso tutti ed anche a Don Giuseppe Calderone di cui ha una profonda stima per tutto quello che sta operando verso la Città di Caccamo. Anche il Sindaco ha rivolto un saluto al nuovo Preside e alla Comunità Scolastica.  Il D.S. Dott. Vincenzo Maggio, infine, ha preso  la parola e con emozione ma anche con umiltà ha rivolto a tutti queste sue significative parole: “Cari ragazzi, insegnanti, operatori del nostro Istituto. Cari genitori intervenuti a questa semplice ma significativa celebrazione di inaugurazione dell’anno scolastico appena cominciato. Ringraziamo innanzitutto il parroco, don Giuseppe Calderone, per averci ospitati, per le parole che ci ha rivolto e per tutte le attenzioni che ha per i giovani, per i ragazzi e per i bambini della nostra comunità e della nostra scuola in particolare. Stiamo inaugurando questo nuovo anno scolastico in un momento in cui la scuola italiana sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti e trasformazioni, voluti dal nostro governo per cercare di indirizzare l’azione importante che essa svolge verso mete ed obiettivi che assicurino il successo formativo a tutti, nessuno escluso. Le difficoltà, lo sappiamo, sono notevoli. Ma un cambiamento, anzi un raddrizzamento della rotta certamente è necessario, per riportare la scuola italiana sui livelli che le competono; su livelli che consentano alla nostra società e alla nostra economia, che malgrado tutto è ancora fra le dieci più avanzate al mondo, di competere nello scenario della globalizzazione. Ma più ancora che in termini di competizione economica, il nostro sistema d’istruzione deve assolvere appieno al compito di formare la coscienza civile del Paese. La scuola, perciò, deve essere sempre più luogo ideale di confronto, dove si impara a rispettare se stessi e gli altri, luogo di democrazia, di equità, di inclusione, di accoglienza, aperto a tutti, senza alcuna discriminazione. Nuovi indirizzi e nuove risorse sono stati perciò messi a disposizione delle scuole ed ora attendono attuazione. Ma, come ha detto appena pochi giorni fa il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siciliano come noi, all’inaugurazione dell’anno scolastico in un istituto in Campania, le regole, persino le risorse, per quanto necessarie, non basteranno mai da sole a far avanzare e progredire il nostro sistema d’istruzione. Ci vogliono le persone, con le loro storie, i loro volti, le loro doti e anche i loro limiti, la loro umanità.  Ci vogliono, perciò, da un lato alunni con una gran voglia di conoscere, di apprendere, di crescere, che riescano a profondere il massimo dell’impegno in questo loro primo percorso di vita.

Dall’altro lato ci vogliono docenti che affrontino il loro delicato ed importantissimo lavoro, con professionalità ma soprattutto con passione, con dedizione, con amore. Per realizzare nei fatti ciò che traspare dalla delicata immagine riportata sul segnalibro che vi è stato appena consegnato. Quella mano e quel braccio che avvolgono teneramente la bambina che legge ed impara sotto la guida amorevole della sua maestra. E poi quella piccola mano sulla mano della maestra che ricambia amore e trasfonde gratitudine. Questa è l’immagine della scuola che vorremmo si realizzasse.

Ci piace perciò pensare alla scuola come ambiente educativo dove i nostri ragazzi crescano grazie all’appassionata guida di insegnanti che spendono le loro energie per costruire percorsi educativi significativi e di qualità; che perseguono un’azione educativa oltre che seria e rigorosa, attenta anche alle situazioni di debolezza e fragilità; capace di coltivare e premiare le eccellenze, promuovere inclusione ed integrazione, valorizzare le personali inclinazioni di ognuno, rispondere ai bisogni di tutti. Ci piace pensare ad una scuola che sia in grado di ricercare la necessaria collaborazione con le famiglie, le istituzioni, con tutte le espressioni del territorio, in un clima di relazioni positive ed efficaci.

E’ con questa immagine che a voi insegnanti, vera grande risorsa della scuola, auguro di riuscire a trovare nel vostro lavoro gratificazione e gioia che vi possano ripagare per l’impegno notevole e appassionato che infondete giornalmente.

A voi genitori auguro di vivere insieme ai vostri figli un anno scolastico ricco di soddisfazioni e vi chiedo di accompagnarli lungo il percorso di studio, ricercando e promuovendo sempre la collaborazione con l’Istituzione scolastica, in particolare con i docenti, onde favorire la piena realizzazione delle finalità educative.

Un augurio rivolgo a due del nostro personale che attualmente si trovano in ospedale per problemi di salute. Che presto possano raggiungerci nel pieno della loro efficienza fisica.

Al Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, ed a voi personale tecnico, ausiliario ed amministrativo auguro di vivere un buon anno, mettendo al servizio della scuola tutte le risorse professionali che possedete, per assicurare una buona organizzazione al lavoro che tutti faremo.

Ed infine a voi alunni, che sarete i veri protagonisti di questo anno scolastico, auguro di vivere, in un clima sereno e costruttivo, un’esperienza formativa che vi porti a raggiungere i traguardi ai quali aspirate.

Quel che auspico per voi, lo dico con un pensiero del Mahatma Gandhi: “Voi dovete essere il cambiamento che desiderate vedere nel mondo”.

La comunità parrocchiale “San Giorgio Martire”

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Periodico on-line “Il mondo in positivo”: Presentazione del libro di Francesco Deliziosi: “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso”.1 Ottobre 2015

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Presentazione del libro “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso”

 “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso” è il titolo del libro  presentato da Francesco Deliziosi, caporedattore del Giornale di Sicilia, giovedì 1 Ottobre 2015 presso la biblioteca parrocchiale “Padre Pino Puglisi”.

L’arciprete don Giuseppe Calderone ha invitato i presenti a vivere il momento come un dono per la comunità di Caccamo in quanto l’autore del libro è stato testimone diretto di Padre Puglisi. Erano presenti il Sindaco di Caccamo e il Sindaco di Sciara.

Francesco Deliziosi ha espresso ammirazione e gioia per la realizzazione della biblioteca parrocchiale ed ha citato una frase che Padre Pino Puglisi ripeteva spesso: <<L’ignoranza conviene a chi vuole che l’illegalità continui>>. Deliziosi ha conosciuto personalmente Padre Puglisi perché è stato suo professore di religione al liceo Vittorio Emanuele II nel 1978, e nel tempo ha avuto l’onore di averlo come Direttore Spirituale. Ha ricordato che era una persona allegra e che faceva battute su se stesso e al contempo dotato di grande amore verso tutti, infatti diceva :<<La benzina è il mio pane>> perché anche se nel cuore della notte arrivava una chiamata doveva essere pronto a correre da chi aveva bisogno. Ha sottolineato come l’ascolto di Padre Pino Puglisi era “un porto sicuro” ed ha raccontato la storia di una ragazza che aveva già deciso di togliersi la vita e che il Sacerdote ha salvato grazie al suo amore verso di lei e alla sua capacità di ascolto, tanto da farle comprendere che al mondo c’era almeno uno che la amava e questo era lui  Padre Pino Puglisi. Questa ragazza, Enza Maria, oggi è un’insegnante.

Francesco Deliziosi si è poi avviato a raccontare gli ultimi giorni e le ultime ore di Padre Pino Puglisi, lui stesso diceva:<< Il massimo che possono fare è ammazzarmi. E allora?>>. Il 15 Settembre 1993 venne affrontato sotto casa da due persone, oggi pentite, che simularono una rapina e per loro fu il suo ultimo sorriso e la frase “Me l’aspettavo”.

Dice l’autore: <<Ci ha lasciato questa lezione di coraggio, e se oggi siamo qui a ricordarlo dopo tanti anni, è lui che ha vinto>>. Lo stesso papa Francesco, subito dopo la sua beatificazione, all’Angelus ha ribadito: <<Potevano metterlo a tacere uccidendolo, ma è lui che ha vinto>>.

 

Autore dell’ articolo: Martina Sampognaro

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MUSEO VIRTUALE: nell’ambito del progetto di promozione umana ComunicAzione il museo virtuale svilupperà i temi della memoria e della storia della comunità, delle persone e degli eventi di ieri e di oggi…LEGGI L’ ARTICOLO

Immagine6Benvenuti al Museo virtuale della Comunità di Caccamo

La Parrocchia San Giorgio Martire ti da il benvenuto presso il “nostro” Museo virtuale;

nell’ambito del progetto di promozione umana ComunicAzione il museo virtuale svilupperà i temi della memoria e della storia della comunità, delle persone e degli eventi di ieri e di oggi.

Le Sale tematiche in allestimento del museo riguarderanno:

1) I luoghi (quartieri, vie, contrade, monumenti)

2) Mestieri e arti (mestieri di ieri scomparsi o ancora presenti, mestieri di oggi)

3) I sapori (piatti tipici, banchetti, preparazioni varie di pietanze e conserve)

4) Le persone (uomini e donne di ieri e di oggi, note e meno note )

5) Gli eventi (feste tradizionali, eventi gioiosi e meno, eventi sportivi, comizi, processioni, incontri culturali… di ieri e di oggi)

Tutti insieme possiamo contribuire ad allestire le diverse sale del “nostro” Museo inviando le foto che vogliamo all’ e-mail: sangiorgiocaccamo@gmail.com

indicando il soggetto-avvenimento che riporta la foto, la data della foto o l’anno e l’autore della foto.

SE TI PIACE L’ INIZIATIVA CONDIVIDILA, recuperiamo insieme le nostre radici:

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Testimonianza di Gianna Emanuela Molla, figlia di Santa Gianna Emanuela Molla, 14 ottobre 2014. Vai al video.

 

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Chiesa Madre San Giorgio martire, Caccamo (PA).

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INCONTRO TESTIMONIANZA CON GIANNA EMANUELA MOLLA (figlia di santa Gianna Beretta Molla)

 

Testimonianza di Gianna Emanuela Molla

Martedì 14 ottobre, alle ore 21:15, presso la Chiesa Madre, la Comunità Ecclesiale di Caccamo avrà l’onore di ospitare Gianna Emanuela Molla, figlia di Santa Gianna Beretta Molla, considerata una delle patrone dei movimenti antiabortisti in Italia, canonizzata nel 2004 da papa Giovanni Paolo II.L’incontro aperto alle coppie di sposi, fidanzati e giovani avviene in coincidenza della celebrazione del sinodo straordinario sulla famiglia dal titolo: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” che Papa Francesco ha indetto a Roma e che si svolge dal 5 al 19 Ottobre.

Nel 1961, verso il termine del secondo mese di una nuova gravidanza, Gianna fu colpita da un fibroma all’utero. Prima dell’intervento operatorio di asportazione del fibroma, pur rimanendo consapevole dei rischi e dei danni che sarebbero potuti insorgere durante la gravidanza, chiese al chirurgo di salvare la vita che portava in grembo, anche a scapito della sua, affidandosi alla preghiera ed alla Provvidenza.Il 21 aprile 1962, presso l’Ospedale di Monza, partorì Gianna Emanuela via cesarea e per Gianna iniziarono lunghe sofferenze. Già dopo qualche ora dal parto le condizioni generali di Gianna si aggravarono  e, nonostante le cure praticate, le sue condizioni peggiorarono di giorno in giorno. Il 28 aprile venne riportata nella sua casa di Pontenuovo di Magenta, ove vi morì quello stesso giorno a soli 39 anni.

Il 6 novembre 1972 l’arcivescovo di Milano, il cardinale Giovanni Colombo, promosse la causa di beatificazione della serva di Dio Gianna Beretta Molla. Il 6 luglio 1991, papa Giovanni Paolo II la rese venerabile. Il 24 aprile 1994, in piazza San Pietro, Gianna fu proclamata beata come “madre di famiglia” dal Papa. Iniziò quindi il processo di canonizzazione con il susseguirsi di notizie circa fatti ritenuti prodigiosi grazie alla sua intercessione.Il processo è terminato ufficialmente nel febbraio del 2004 e il 16 maggio 2004, papa Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro a Roma, ha proclamato Gianna santa.Il 13 maggio 2011 si è svolta a Roma nel suo nome la “Marcia per la vita” indetta dalle organizzazioni cattoliche.

La figura di Santa Gianna, un medico, una madre che ha fatto dono di se stessa per dare alla luce la sua quartogenita (Gianna Emanuela) viene indicata dalla Chiesa come una luce e una strada sicura da percorrere.

Dopo la testimonianza di Gianna Emanuela Molla si terrà un momento di preghiera conclusivo.

 

Per qualsiasi informazione consultate il sito:

www.sangiorgiocaccamo.diocesipa.it

oppure contattate la segreteria organizzativa al numero:

324 0739554

oppure scrivete una e-mail a:

giuseppecalderone@libero.it