Periodico on-line “Il mondo in positivo”: La Beata Chiara Luce Badano raccontata dai suoi genitori “Ho ancora il cuore, posso sempre amare”. 24 Ottobre 2015

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La Beata Chiara Luce Badano raccontata dai suoi genitori: “Ho ancora il cuore, posso sempre amare”.

24 Ottobre 2015

Profondo ed emblematico il significato di questa frase, pronunciata da Chiara Badano, la ragazza ammalatasi di osteosarcoma e morta a soli 19 anni. Resa venerabile da Papa Benedetto XVI, nel 2008, e beatificata, nel 2010, da Monsignor Angelo Amato, Chiara è oggi un esempio rilevante per tutti, anche per i giovani, accorsi numerosi alla conferenza tenutasi sabato 24 Ottobre 2015 presso la Chiesa San Giorgio Martire a Caccamo. A riportare la commovente testimonianza sono stati i genitori, Ruggero e Maria Teresa e la migliore amica Chicca Coriasco, assieme al fratello Franz. In Chiara è stata delineata una figura docile, solare, servizievole verso tutti e con il sorriso sempre sulle labbra, anche quando le circostanze erano avverse. In seguito ad un dolore sempre più lancinante alla spalla, venne ricoverata in ospedale e le fu diagnosticato un osteosarcoma con metastasi. Anche in questa occasione seppe dire il suo “si” al Signore. Testimonia il fratello di Chicca come la malattia sia stata affrontata con serenità e fede e come l’atmosfera che si respirava in casa Badano fosse gioiosa. Appunto non si provava pietà per lei ma invidia per la sua felicità. Era davvero una ragazza speciale, non solo per i suoi cari, ma anche per tutti coloro che in lei vedono un modello da seguire ed emulare. Chiara insegna che non esistono persone e/o situazioni più o meno importanti di altre, che quello che importa non è come si appare ma ciò che realmente si è. Lo scopo di ogni nostra azione dovrebbe essere quello di fare bene la volontà di Dio, rispettando se stessi e gli altri. Chiara fu un raggio di sole, una luce profonda: è per questo che Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, di cui faceva parte, la denominò Chiara Luce. Anche i genitori accettarono con fede la difficile malattia, sicuri che Chiara sarebbe andata in Cielo. La madre con dolcezza riporta che quando la figlia aveva perso la mobilità delle gambe, le disse che se Gesù gliele aveva tolte, certamente le avrebbe donato le ali. Cosciente della propria situazione, Chiara organizzò il suo funerale: provò dei canti con Chicca, che registrarono con un piccolo registratore, e si fece confezionare un “abito da sposa”, proprio per raggiungere il suo sposo, Gesù. Chiara lasciò prematuramente la vita terrena con la sua valigia piena di atti d’amore ed avendo sempre accanto i suoi cari, in particolare la madre che le lasciò la mano, solo quando gliela prese la Madonna.

Autori dell’ articolo: Rosaria Concialdi e Rosanna Carrubba

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