Periodico on-line “Il mondo in positivo”: Presentazione del libro di Francesco Deliziosi: “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso”.1 Ottobre 2015

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Presentazione del libro “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso”

 “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso” è il titolo del libro  presentato da Francesco Deliziosi, caporedattore del Giornale di Sicilia, giovedì 1 Ottobre 2015 presso la biblioteca parrocchiale “Padre Pino Puglisi”.

L’arciprete don Giuseppe Calderone ha invitato i presenti a vivere il momento come un dono per la comunità di Caccamo in quanto l’autore del libro è stato testimone diretto di Padre Puglisi. Erano presenti il Sindaco di Caccamo e il Sindaco di Sciara.

Francesco Deliziosi ha espresso ammirazione e gioia per la realizzazione della biblioteca parrocchiale ed ha citato una frase che Padre Pino Puglisi ripeteva spesso: <<L’ignoranza conviene a chi vuole che l’illegalità continui>>. Deliziosi ha conosciuto personalmente Padre Puglisi perché è stato suo professore di religione al liceo Vittorio Emanuele II nel 1978, e nel tempo ha avuto l’onore di averlo come Direttore Spirituale. Ha ricordato che era una persona allegra e che faceva battute su se stesso e al contempo dotato di grande amore verso tutti, infatti diceva :<<La benzina è il mio pane>> perché anche se nel cuore della notte arrivava una chiamata doveva essere pronto a correre da chi aveva bisogno. Ha sottolineato come l’ascolto di Padre Pino Puglisi era “un porto sicuro” ed ha raccontato la storia di una ragazza che aveva già deciso di togliersi la vita e che il Sacerdote ha salvato grazie al suo amore verso di lei e alla sua capacità di ascolto, tanto da farle comprendere che al mondo c’era almeno uno che la amava e questo era lui  Padre Pino Puglisi. Questa ragazza, Enza Maria, oggi è un’insegnante.

Francesco Deliziosi si è poi avviato a raccontare gli ultimi giorni e le ultime ore di Padre Pino Puglisi, lui stesso diceva:<< Il massimo che possono fare è ammazzarmi. E allora?>>. Il 15 Settembre 1993 venne affrontato sotto casa da due persone, oggi pentite, che simularono una rapina e per loro fu il suo ultimo sorriso e la frase “Me l’aspettavo”.

Dice l’autore: <<Ci ha lasciato questa lezione di coraggio, e se oggi siamo qui a ricordarlo dopo tanti anni, è lui che ha vinto>>. Lo stesso papa Francesco, subito dopo la sua beatificazione, all’Angelus ha ribadito: <<Potevano metterlo a tacere uccidendolo, ma è lui che ha vinto>>.

 

Autore dell’ articolo: Martina Sampognaro

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